Thanifex

Aspetto

Questa lunga lancia dalla lama larga sembra fatta di un metallo nero che però ad un attento esame appare come fatta di puro “vuoto”.

Thanifex

Storia

La storia di questa lancia è avvolta dal mistero, e risale probabilmente alla costruzione di Erth’Anyn, anche se molti negano il collegamento con la città. Questa è una versione della leggenda trovata nella biblioteca della capitale in un libro di storie.

Javen Blunt conobbe solo crudeltà in tutta la sua vita, ed era determinato a restituire questa al mondo intero. Rapito da una terra conquistata quando era ancora un bambino, Javen crebbe come uno delle molte migliaia di schiavi da macello usati per la costruzione di una capitale. Questi schiavi erano denutriti e costretti a combattere per il poco cibo rancido gettato loro. Questo genere di vita rese gli schiavi degli anarchici e degli assassini, e molti divennero pazzi o portati al suicidio a causa delle condizioni inumane. Javen non cedette o si lamentò mai però, scegliendo di rimanere nell’ombra mentre pregava il suo dio oscuro per trovare un modo affinché potesse abbattere la sua vendetta contro i suoi carcerieri. Il suo unico obiettivo era di rimanere vivo abbastanza a lungo per avere la possibilità di far capire ai suoi carcerieri, e ad ogni altra persona libera che sarebbe andata a vivere in quella città, la quotidiana disperazione patita da uno schiavo. Giurò di farlo semmai gli fosse stata data di la possibilità. Thanifex divenne determinante per far si che l’oscuro pegno di Javen divenisse realizzabile.

Mentre gli anni passavano veloci, molti altri schiavi venivano portati alla città. Javen salì la gerarchia della schiavitù fino a che non divenne un maestro scalpellino. Mentre lui godeva dei benefici della sua posizione qualificata, Javen non provò tuttavia piacere nel comandare gli altri per lavorare, ma gli diede modo di pensare che gli schiavi che soffrivano sotto le sue cure non avrebbero dovuto farlo senza una ragione. In un’occasione, Javen camuffatosi da guardia ridiresse una brigata di reclute fresche in una caverna sotterranea prima che questi venissero contati nel censimento degli schiavi mensile. Mentre Javen lavorava in superficie come maestro scalpellino, gli schiavi rediretti furono messi a lavoro per costruire un altare segreto sotto la città. Lui segregò questi lavoratori sottoterra per tutto il tempo, motivandoli con cibo pulito e acqua fresca sottratti ad altri schiavi.

Una volta finito l’altare, Javen offrì ai suoi costruttori segreti un pasto per congratularsi con loro. Una volta che i poveri disgraziati realizzarono che il cibo era avvelenato, era già troppo tardi. Rimasero paralizzati abbastanza a lungo perché Javen potesse sacrificarli uno ad uno al suo dio della morte, assicurando la segretezza del suo altare. Javen se ne fece una ragione pensando che sarebbero morti come schiavi comunque. Almeno in questo modo, razionalizzò, la loro vita pietosa era servita per uno scopo più grande. I sacrifici non finirono qui, comunque. Per poter rimanere concentrato sul suo scopo, Javen necessitava di offrire al suo ingordo dio moltissime altre anime, prima di ottenere il potere necessario a sopraffare i suoi nemici. Mascherarsi come una delle guardie si era rivelata una tattica vincente in passato, così Javen continuò il suo inganno di notte, predando ignari schiavi usando l’apparenza di autorità per guidarli nel sottosuolo al suo altare. Javen sacrificò centinaia di schiavi durante questo tempo, divenendo un sacerdote del più alto ordine.

Passarono trent’anni. La più bella città che il mondo avesse mai visto era stata completata sulle spalle di miserabili schiavi. Fra quelli rimasti, i governanti municipali ordinarono che gli schiavi sani venissero liberati, e che i “danneggiati” fossero messi a morte. Non c’era posto per l’imperfezione in quella città incontaminata. Da uomo libero, Javen raggiunse rapidamente una posizione influente – politici e uomini di stato richiedevano i suoi servizi di artigiano per costruire le loro case opulente. L’apparenza che questi benefici fossero soddisfacenti per Javen non fece altro che confermare le abilità ingannatorie dell’uomo. Poco dopo che la città fosse finita, Javen sacrificò un’ultima vittima, trasformando la lancia che portava con se nel suo travestimento da guardia in un malefico condotto di energia negativa. L’arma infetta nega l’aldilà a qualsiasi creatura che essa uccide, trasformando umanoidi in pietosi non morti. Javen cominciò assassinando i capi della comunità, facendo risorgere i loro corpi come Ghast, che avrebbero predato le loro guardie personali. Una volta che molte delle guardie d’elitè furono trasformate in Ghast, queste attaccarono le guardie cittadine, ed eventualmente si sarebbero buttati sulla milizia e sui soldati di guarnigione. L’esercito immondo infettò e si nutrì degli abitanti della bellissima città, fino a che non furono tutti morti o legati ai loro corpi corrotti, per sempre schiavizzati dalla non morte. Il giuramento di Javen diede i suoi frutti amari.

Ritrovamento

Anche se questa sarebbe dovuta essere solo una leggenda, una lancia simile alla descrizione è stata ritrovata dalla parti della palude, in una caverna sotterranea sopra a un’altare, lasciata la dove Javen probabilmente la lasciò dopo che l’unica sua ragione di vita si estinse nella distruzione della città, frutto della sua vendetta. Di lui non si hanno più tracce, l’unica cosa certa è che ora Thanifex è nelle mani del necromante non morto Ethrick Deadbringer.

Ulteriori Incantamenti

Dopo che la prese in custodia Ethrick la incantò per poter cambiare taglia a suo piacimento. Ma questo fu solo l’inizio, perchè dopo che trovarono l’ascia imbevuta del potere divino di Grumsh il necromante fece trasferire quell’energia divina dentro l’arma, conferendole ancora più poteri di quelli forniti dai sacrifici di centinaia e centinaia di anime.

Thanifex

Misteri dell'Anmer Mucco Erevar