Storia di Norveryn

Le origini

Il continente che contiene la nazione umana dell’Anmer insiemena tutte le altre realtà finora conosciute si chiama Norveryn. Il nome proviene da un dialetto elfico molto antico, e significa letteralmente “Terre del sud”. Norveryn è dove migliaia di anni fa i primi elfi, sfuggiti a chissà quale disastro che rende tuttora le terre a nord inospitali. Questi elfi, di natura molto eterogenea, popolarono delle zone allora pianeggianti e boscose, poste a sud di una catena montuosa che oggi non esiste più tranne che nell’ultima nazione elfica rimasta, Yalthien.

La Prima Era

Si dice che Corellon Larethian fosse fisicamente presente tra gli elfi in questo primordiale periodo, e li avesse aiutati a risollevarsi dalla grama sorte in cui essi erano finora incorsi. Nel corso di qualche generazione (che per gli elfi vuol dire qualche secolo) gli elfi popolarono l’intera area che oggi è a sud del Muro di Deyhan. Non si hanno testimonianze scritte di quest’epoca, se non per l’ultima parte, della quale abbiamo alcuni antichi tomi che narrano questa storia ma sono carenti in dettagli per quanto riguarda il tempo. Si può dire che la Prima Era finì all’incirca 3500 anni prima dell’inizio della Quinta Era, che è appena cominciata.

La Seconda Era

Un evento segnò la nascita della suddivisione del calendario in Ere da parte degli astronomi elfici: la venuta dell’uomo. Fino a quel momento si credeva che oltre la grande costa a sud non esistessero terre emerse: grande fu la sorpresa quando i pescatori elfici e le popolazioni di elfi acquatici videro arrivare grandi galeoni provenienti da sud, sui quali navigavano creature di razze mai viste: gli Umani, accompagnati da altre sottospecie più basse. gli Elfi furono subito sdegnati di fronte all’arrivo di questa nuova gente, e li accolsero con estrema freddezza. Nei successivi secoli le nuove specie si dimostrarono intraprendenti e robuste, ma prive della grazie di cui gli elfi erano dotati. Gli umani cominciarono a tagliare foreste per fare posto a costruzioni, mentre i Nani preferivano scavare abitazioni nella roccia delle poche colline. Gli elfi disprezzavano questo trattamento selvaggio che le nuove razze riservavano alla natura, però dovettero riconoscere che le cose create dagli umani e dai nani erano utili a dir poco. Cominciarono quindi un processo alchemico per sintetizzare materiale da costruzione che non danneggiasse la natura, ed arrivarono nel corso dei secoli al cristallo che oggi contraddistingue tutte le costruzioni nelle terre elfiche. Questo cristallo è altamente considerato come bene di lusso e di scambio tra le altre razze: esse cominciarono a dimostrare moti d’invidia e avidità. Anche una variante di elfi, che non condivideva la passione per la scoperta ma preferiva deliziarsi nella caccia e nelle lotte gladiatorie, rimase delusa dalla riservatezza che gli elfi dimostravano in questa nuova ricerca. Questi strani elfi, molto più alti e possenti, ma molto meno intelligenti della maggioranza degli elfi, erano gli antagonisti per antonomasia nelle fiabe che i nani raccontavano ai bambini – venivano chiamati Orchi. Con il passare del tempo ci furono sempre più lotte e scaramucce, fino allo scoppiare di vere e proprie guerre per il possesso del cristallo. Ma nonostante gli sforzi delle altre razze gli elfi non tradirono mai la loro conoscenza. Essi si ritirarono dalle zone non più alberate mentre la geografia di Norveryn diventava quella he conosciamo oggi; gli Umani prendevano il sopravvento territoriale nulle zone collinose e ostacolavano lo sviluppo e la vita di tutti. Le guerre ebbero esiti devastanti, con milioni di vittime da entrambe le parti, e la guerra più grande, che vide gli elfi difendersi dall’avanzata degli eserciti umani, si concluse con un epico scontro tra due incantatori. C’era dal lato umano il grande invocatore Basiliscus, uomo dalla ferocia non comune; per gli elfi Yslan Wyryll, un incantatore che aveva fatto dell’evocazione, divinazione e trasmutazione le sue scuole preferite, e stava conducendo grandi studi in una disciplina che nessuno all’epoca conosceva: la necromanzia. Lo scontro fra i due fu epico, e quando l’elfo ebbe finito l’arsenale di magie a sua disposizione, sfinito, invocò una maledizione potentissima contro gli umani: un vulcano eruppe a Ovest, e si eresse così in alto da creare con sé una enorme catena montuosa, quella che oggi viene chiamata Montagne Nuvolose. Gli umani riconobbero i loro errori e terminarono l’aggressione nei confronti degli elfi. Era il 1462 2E, che poi diventò l’anno zero 3E.

La Terza Era

Tra le devastazioni perpetrate dagli umani nel tentativo di plasmare Norveryn a loro piacimento, e quelle create dalla guerra inclusa la battaglia finale, le vecchie Terre del Sud apparivano completamente cambiate. Paludi e deserti a sud a causa della deforestazione, grandi pianure coltivate a nord e al centro, dove gli umani cercavano di sopravvivere. A Ovest sorgeva una nuova, brulla catena montuosa, mentre a Est rimanevano le ultime tracce della vecchia foresta, dove si erano ritirati gli ultimi elfi. Questa enorme diversificazione del terreno diede luogo all’importazione più o meno naturale di tantissime creature diverse, in particolare una razza molto potente, della quale tutte le varietà trovarono una loro nicchia dove cominciare a crescere: i draghi. Essi, dopo l’arrivo, diventarono subito i padroni incontrastati di tutte le terre: tutte le popolazioni li veneravano od erano costrette a farlo; pagavano tributi in denaro e vite umane, in alcuni casi; alcuni arrivavano al punto di venerare il loro drago di appartenenza come un dio. L’unica zona nella quale i draghi non presero il sopravvento fu il sottosuolo, dove i Nani si rifugiarono subito, avendo trovato un habitat molto più adatto al loro stile di vita. Essi stabilirono una nazione potente, oggi il regno più antico di Norveryn. Il suo nome è Dornat Al Karit e significa, banalmente solo in apparenza, “Regno di Pietra”. Nel resto del mondo si stabilirono tanti piccoli regni dove i draghi compivano piccole guerre di vendetta personale o di puro divertimento nel comandare gli inermi umanoidi. Essi però, mischiando il loro sangue con quello degli esseri umani, produssero in loro nuovi poteri. Alcuni elfi delle montagne impararono ad essere ancora più intelligenti e furbi per sfuggire al controllo dei draghi di quelle zone, ed effettivamente riuscirono a sfuggire loro: ad un tratto sparirono nel nulla. Di tanto in tanto da quel periodo in qua ci si imbatte in qualche elfo di quella razza, elfo grigio, che spunta dal nulla. Fu allora che da Haryll partì un gruppo di persone che sarebbero state destinate a sconfiggere l’egemonia dei draghi. Questi personaggi leggendari erano così impegnati nel rivoltarsi contro il sistema che venivano chiamati “gli Indemoniati”. Essi riuscirono in una serie di grandi battaglie a distruggere il drago più potente, che aveva costruito per sé una maestosa reggia al di sopra di un altipiano nel nord delle terre pianeggianti, il tutto facendo largo uso di schiavi. La battaglia fu grandiosa ed il drago ne uscì sconfitto – ma il suo luogotenente riuscì a cavarsela. Questo grande incantatore – uno stregone specializzato in necromanzia – sfruttò la fase di vuoto di potere per mettere in atto un grande progetto – la costruzione di un’armata non morta che potesse non scavalcare, ma abbattere le barriere naturali che separavano Norveryn dalle pericolose quanto ormai sconosciute terre del nord. Egli varcò i passi che nessuno aveva percorso per secoli e lì assemblò un esercito che si mise a radere al suolo le montagne, nel gran segreto. I non morti che aveva reclutato erano fenomenali lavoratori, e il vecchio luogotenente, che di nome faceva Xil’Erth, compì l’opera in poco tempo: gli bastarono 200 anni. Egli invase le terre di Norveryn nell’anno 1126 3E. La sua invasione fu tanto breve quanto funesta, portando alla morte e successiva rianimazione di enormi quantità di persone – ma le divinità non volevano questo. Esse diedero ad un singolo individuo il potere di sconfiggere da solo l’armata invadente. Questo individuo veniva chiamato Cuthbert e dopo grandi battaglie dal mare fino a terra riuscì a sconfiggere Xil’Erth proprio dove quest’ultimo aveva subìto la sua prima sconfitta: sull’altipiano che una volta era stata la reggia del grande dragone. La gente lo adorò per questo, e Cuthbert ordinò che venisse eretto un monumento a testimonianza del potere dell’ordine divino, e che attorno al monumento sorgesse la più grande città mai vista nella storia dell’uomo. Chiamò la città Erth’Anyn, fine di Erth. Era il 1129 3E.

La Quarta Era

La venuta di Cuthbert, però, aveva suscitato interesse tra gli Dèi. Dopo la sua morte e susseguente ascesa al cielo, un altro personaggio si preoccupò di estendere la sua influenza su quell’ambita zona. Egli era un lich che proveniva dalle paludi del nord, aveva studiato vicino a Xil’Erth per gran parte della sua vita, e che era quasi pronto a prenderne il posto. Egli arrivò in città quando questa era ancora poco più di un paesino e cominciò a farsi conoscere e temere per la sua malvagità. Con il tempo giunse a controllare la totalità di quella che si apprestava a diventare la capitale del nuovo regno umano. Egli decise quindi di affidare il controllo ad alcuni uomini fidati, che stabilissero una casata in grado di esercitare un controllo duraturo. Egli quindi tornò nelle sue terre d’origine per mai più fare ritorno ad Erth’Anyn, giudicando compiuto il lavoro svolto lì – aveva stabilito un culto che adorasse proprio lui. Il capo di questo culto, che divenne il primo tiranno della città, si chiamava Kas. Egli portò grande fama alla città di Erth’Anyn, e quando decise di andarsene per cercare nuove avventure lasciò in mano ai fedeli del suo ex capo quella che stava diventando la città capitale di una nazione che tutti cominciavano a chiamare Anmer. Erth’Anyn così crebbe, e diventò nel corso degli anni un punto di riferimento non solo per gli umani, ma anche per le altre razze di Norveryn. Con il passare dei secoli però, molte persone si vollero interessare al culto che aveva potuto erigere un monumento tanto imponente quanto quello che dominava la capitale – la famosa Cattedrale. E così gli studiosi accorsero per studiare la storia e mano a mano la leggenda di Saint Cuthbert si diffuse, tanto che un vero culto cominciò a rinascere all’interno di quello corrotto da Kas ed i suoi seguaci. Pian piano si faceva strada una vera fede in St. Cuthbert: e un giorno, nel 394 4E, ci fu la svolta: il nuovo tiranno divenne un vero seguace di St. Cuthbert, finalmente spezzando il predominio della setta blasfema dopo così tanti anni. Questa setta cedette per debolezze e lotte interne che non potevano uscire facilmente allo scoperto, e non aveva il potere divulgativo della nuova fede. Così la città passò di mani, e subito ci furono grossi cambiamenti. Il potere fu diviso e vennero eletti un re ed un senato, allo scopo di scrivere ed approvare un sistema di leggi per meglio regolare la vita della gente, come avrebbe voluto Saint Cuthbert. In tal modo la città costruì il suo fantastico minareto e diventò gradualmente la metropoli che noi conosciamo. Un importante evento segnò ancora la vita della città prima del Cataclisma: nell’894 4E, per celebrare il cinquecentenario dell’avvento al potere della giustizia, si diede inizio ad una vera e propria caccia alle streghe per scovare ed eliminare tutti i restanti membri della setta di Kas. La caccia fu fruttuosa: tutti vennero catturati e bruciati in piazza, di fronte al simbolo della fede che avevano per così tanto tempo corrotto. Così si credette finita la minaccia di corruzione nel grande culto di St. Cuthbert.

La Quinta Era

Nel 909 4E un enorme asteroide si impattò contro la superficie terrestre, riempiendo una parte di costa e formando una gigantesca desolazione. Uno spaventoso cambiamento climatico mise a dura prova tutte le popolazioni dentro e fuori dall’Anmer, con un raffreddamento improvviso della temperatura. Questo fu un evento tanto catastrofico da segnare una nuova era nella storia di Norveryn – la Quinta Era.

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